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Visitare Castelluccio Valmaggiore

Benvenuti nella comunità ospitale di Monte Cornacchia! Ci troviamo a Castelluccio Valmaggiore , autentico scrigno di bellezza ospitalità.

Percorrendolo, il borgo mostra appieno la sua identità mediante la struttura tipicamente medievale che si inerpica sulla collina verso la maestosa Torre bizantina, in un dedalo di vicoletti che mano a mano disvelano le tracce di un antico passato, attraverso palazzi gentilizi dai portali riccamente intagliati, protome a decorazione delle facciate e angoli delle abitazioni, il caratteristico lavatoio pubblico risalente all’ottocento, simbolo di intere generazioni passate, tutte testimonianze dell’antica arte dell’intaglio della pietra locale.

Visitarlo vuol dire essere accolti da visi e sorrisi schietti che vi faranno sentire parte della comunità, lasciarsi trasportare dall’incedere lento della vita,
cadenzato dal chiacchiericcio delle signore che sedute davanti alle loro abitazioni non esiteranno a intervistare il “forestiero”, chiedendo informazioni sulla provenienza e motivi della visita, e invitandolo ad entrare nelle case da ospite.

Visitarlo vuol dire essere accolti da visi e sorrisi schietti che vi faranno sentire parte della comunità.

Visitarlo vuol dire essere accolti da visi e sorrisi schietti che vi faranno sentire parte della comunità, lasciarsi trasportare dall’incedere lento della vita, cadenzato dal chiacchiericcio delle signore che sedute davanti alle loro abitazioni non esiteranno a intervistare il “forestiero”, chiedendo informazioni sulla provenienza e motivi della visita, e invitandolo ad entrare nelle case da ospite.

L‘ospitalità è la parola chiave del posto: i castelluccesi sono molto orgogliosi nel raccontare la propria storia, cultura enogastronomica, tradizioni e riti che affondano le radici nella notte dei tempi, legandosi ai riti ed alle leggende pagane. Gli anziani del luogo vivono il centro storico come un salotto, per cui capita spesso, soprattutto d’estate, di incontrare gruppi di arzilli vecchietti che si raccontano storie, leggende, e che aprono il loro scrigno di conoscenze, una sorta di storytelling più autentico che mai.

Usciti dal borgo, oltre le suggestive porte di accesso dell’antico sistema murario, lo sguardo si perde dinanzi al suo paesaggio. Castelluccio vanta, infatti un patrimonio naturalistico di eccezionale bellezza: ci troviamo ai piedi del Monte Cornacchia, la vetta più alta della Puglia, un vero paradiso per gli amanti del trekking, che grazie ad una buona senti eristica possono avventurarsi lungo una scarpinata da quota 530 fino a 1152metri, e ancora visitare i boschi di faggio, andare per funghi o raccogliere il profumatissimo origano selvatico, visitare i rifugi di montagna, raccogliere le erbe spontanee per fare lo “spezzatiello” o semplicemente fare delle escursioni in bici, o a cavallo all’interno del bosco, che collocato in diverse zone climatiche, comporta una diversificazione della varietà di vegetazione che cresce rigogliosa insieme ai campi di grano e alla coltura dell’ulivo.

Visitare Castelluccio Valmaggiore significa fare una esperienza di turismo autentica, slow, qualitativa e intensa. Significa imparare a fare le orecchiette a mano, assaporare i taralli inzuppati nel vino, formaggi e insaccati preparati con cura, secondo tradizione.

Visitare il borgo vuol dire, vivere appieno la comunità, staccarsi dalla frenesia del mondo moderno, e lasciarsi coccolare da quell’ospitalità sincera e rigenerante.

Segno tangibile di questo piccolo mondo antico sono: i Falò di san Giuseppe, le sue origini sono plurisecolari. La tradizione nasce attorno al 1600 quando il paese era pieno di maestranze locali, principalmente falegnami, che sentirono il bisogno di affidarsi ad un protettore.

I falò erano un segno propiziatorio per augurarsi che la natura concedesse abbondante raccolto e che bruciassero tutte le negatività. Era abitudine, per le pie donne, radunarsi attorno al fuoco e intonare canti o pregare tutte insieme come ringraziamento. Non mancava chi, a fine serata, portava via un po’ di brace per le proprie case, magari per cuocere patate da mangiare poi in famiglia. Da allora la tradizione dei falò, viene consegnata alle nuove generazioni e rivive, in un percorso enogastronomico, che rappresenta un connubio tra piatti tipici della tradizione e un tour alla scoperta del patrimonio artistico animato da canti, balli popolari.

Galleria Castelluccio Valmaggiore
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