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Benvenuti nella Comunità Ospitale del Lago di Occhito!

Ciò che lega i tre paesi che la compongono è ovviamente il lago, fino a qualche anno fa uno dei più grandi laghi artificiali d’Europa. Segna il confine naturale tra Puglia e Molise ed è stato realizzato in terra battuta intorno agli anni ’50 del Novecento.
I tre borghi sono accomunati dall’economia locale, fortemente legata alla tradizione agricola. Le coltivazioni di cereali e l’allevamento di animali rappresentano una fonte di reddito importante per il territorio.

Vivere i nostri borghi vuol dire immergersi nel contesto di antiche battaglie e tradizioni secolari, luoghi dove lo spirito semplice ed autentico delle comunità è ancora una ricchezza quotidiana.

Carlantino

Carlantino e Celenza Valfortore hanno inoltre forti legami storici : furono fondati entrambi dal Signor Barone Carlo Gambacorta, feudatario di Celenza Valfortore, il quale trasformò “Carlentino” (nome che deriva da Carlo, nome del Barone stesso, e Tina sua moglie), in una colonia.

Camminando tra i vicoli dei due centri è facile incontrare resti degli edifici e delle fortificazioni dell’epoca. Manufatti imponenti come il Castello o Fortezza Baronale di Gambacorta le cui mura di cinta e la torre arricchiscono il profilo di Celenza Valfortore.

La storia di San Marco La Catola è invece legata alla nobile famiglia dei Pignatelli che amministrò il feudo facendo costruire il Palazzo Ducale, molto probabilmente ampliato in più fasi. Oggi in rovina, si presenta come un edificio fortificato circondato da mura munite di bastioni e contrafforti. Le due torri dominano la campagna circostante e una cappella dedicata a San Marco. Dal 1821 fu il bandito Titta Vannelli, alla guida del fenomeno del brigantaggio locale, a prendere le redini di San Marco la Catola.

Un periodo intenso e piuttosto movimentato per il borgo in cui il 19 agosto, giorno della festa del patrono, si tiene la Jaletta. I cavalieri dei sette rioni (U Giardin, Port’ abbasc, Vall Saccone, Port’ ammont, Via Nov d sott, Sant Lorenz, Stanca Cavall) si sfidano in una prova di destrezza, consistente nell’infilare la tradizionale “verga”, cioè un bastone appuntito, nella fessura posta sotto la tinozza piena d’acqua chiamata per l’appunto jaletta.
In questi giorni di festa i borghi accolgono tutti i componenti delle Comunità. Il 24 giugno Celenza Valfortore festeggia il suo patrono, San Giovanni Battista mentre a Carlantino, ad esempio, il 17 Gennaio è tipico il grande “Focolare” in piazza, dedicato a Sant’Antonio Abate.

Ma una delle feste più legate alla tradizioni della Comunità ricorre l’ultima domenica di Maggio, è “la Festa della Madonna dell’Annunziata o della Ricotta”. Un rito importante in ricordo dei pastori che, al ritorno dalla transumanza, si fermavano a pregare per l’auspicio di una buona nuova annata e offrivano alla Madonna i loro prodotti.

Ancora oggi le aziende agricole presenti producono la mattina stessa della festa i loro prodotti, così come tradizione vuole, vendendoli ai visitatori.
Vivere i nostri borghi vuol dire immergersi nel contesto di antiche battaglie e tradizioni secolari, luoghi dove lo spirito semplice ed autentico delle comunità è ancora una ricchezza quotidiana.

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